Acireale: ricchezza nella e della diversità non sia un semplice slogan da salotto

Acireale: ricchezza nella e della diversità non sia un semplice slogan da salotto

di Tiziana Drago*

L’uomo, il cittadino è capace di operare un suo distinguo con un’opera di discernimento che gli permetta di scegliere cosa si debba assolutamente “non ripetere”. Si sa, i libri di storia, in genere, vengono scritti dai vincitori, e ciò permette di decantarne le gesta, condannandone altre. Ma la storia è anche “servizio alla verità” ed ogni monumento è un richiamo, un rimando alla coscienza di ognuno di noi…”per non dimenticare”. Il fascismo, in Italia, è stato sicuramente un un periodo buio della storia italiana (su tutti i fronti?)ma non l’unico…purtroppo. Guardiamo ai Massacri delle Foibe, ad esempio: è un servizio alla verità negarne l’esistenza? Sarebbe da legislatori responsabili cancellarne ogni testimonianza? Vado oltre: ha storicamente e scientificamente ancora senso equiparare il fascismo al nazismo?

Acireale non merita che i suoi amministratori “impieghino” il loro tempo in battaglie ideologiche che, per quanto tali, allontanino dai reali problemi della cittadinanza…

Ruth Ben-Ghiat, docente di Storia e Studi italiani presso la New York University, in un articolo pubblicato sul sito del magazine del «New Yorker» rinfaccia al Belpaese di non aver mai davvero fatto i conti col proprio passato, eppure è proprio grazie ad anni di studi approfonditi e caute riflessioni sui nostri trascorsi più infelici se oggi siamo in grado di valutare con serenità l’edilizia razionalista, indipendentemente dal regime che l’ha finanziata.
Viceversa, cancellare gli errori del passato è il metodo migliore per ricascarci inesorabilmente. Cos’è questo se non puro fascismo?..

…I monaci medioevali hanno trascritto opere che giudicavano moralmente esecrabili, salvandole dall’oblio e regalandoci la possibilità di accedere a testi che sarebbero altrimenti andati perduti. Alla stessa stregua, possiamo solo ringraziare il Congresso di Vienna per non aver intrapreso la china che oggi ci indica Ben-Ghiat, altrimenti oggi non potremmo ammirare le formidabili tele di Jacques-Louis David (ritraenti il pericoloso dittatore dell’epoca, Bonaparte) e persino Il Cinque Maggio di Alessandro Manzoni sarebbe stato dato alle fiamme (Francesco Arrighi)

Proporrei, pertanto, l’istituzione di un tavolo di lavoro tra cultori di storia del territorio, di correnti di pensiero variegate, finalizzate ad individuare, valorizzare, restaurare opere, resti, siti, reperti, ecc. di qualsiasi epoca storica ed indirizzo di pensiero, certi che la famigerata “ricchezza nella e della diversità” non sia un semplice slogan da salotto, ma humus per tutte le generazioni: passate, presenti e future.

*senatrice Fratelli d’Italia

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