‘Agricoltura e Futuro’: tradizione e innovazione per l’agricoltura di domani

Le numerose problematiche del settore agricolo, aggravate dall’invasione russa dell’Ucraina, impongono un salto di qualità sul piano dello sviluppo agricolo, della sovranità e sicurezza alimentare. Il tutto rivolto verso il futuro. Questi i temi affrontati nel corso del Convegno “Agricoltura e Futuro“, organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia nella Sala Capitolare del Senato, a cui ha partecipato il ministro Stefano Patuanelli e le cui conclusioni sono state affidate al presidente di FdI, Giorgia Meloni.

Tra gli esponenti di FdI che sono intervenuti l’onorevole Francesco Lollobrigida, capogruppo FdI Camera dei Deputati e l’onorevole Nicola Procaccini, componente Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo, l’onorevole Maria Cristina Caretta capogruppo FdI in Commissione Agricoltura, i senatori Patrizio La Pietra, capogruppo FdI in Commissione Agricoltura e Luca De Carlo, responsabile del Dipartimento Agricoltura di FdI che è stato protagonista del confronto con il ministro Patuanelli.

Tra gli intervenuti anche il senatore Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura e l’onorevole Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura, hanno invece introdotto il convegno.

Presenti anche esperti del settore quali Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura, Ettore Prandini, presidente Coldiretti, Alessandro Pierantoni della Società Agricola Freefarm, Simone Menesello, presidente Sezione Aviaria Confagricoltura, Giampiero Joime, docente presso l’Università Guglielmo Marconi di Roma, Rita Tamborrino, imprenditore agricolo, Dino Scanavino, presidente Cia, Domenico Brugnoni, presidente AIEL e Aldo Alberto, presidente Associazione Florovivaisti italiani.

De Carlo: la guerra ha peggiorato situazione agricola. Sistema agroalimentare fragile

Luca De Carlo

“La guerra ha peggiorato condizioni che l’agricoltura si trascinava da prima della pandemia, causate da una visione che immaginava di poter smettere di produrre perché il prodotto poteva essere acquistato dove costava meno e che, a sua volta, il mercato avrebbe regolato da sé la situazione. Una prospettiva questa, smentita in pochi giorni di guerra, quando ci si è resi conto della fragilità del sistema agroalimentare. Oggi l’Italia esporta 52 miliardi l’anno, e tutto il comparto è estremamente fragile anche perchè l’Europa si è concentrata su leggi lontane dagli agricoltori, dimenticando di fare programmazione per giocare un ruolo di prim’ordine. Questo dimostra che l’Europa non ha un ruolo di leader, neanche nella mediazione politica. L’agricoltura quindi, non riesce a garantire tutti i prodotti e nemmeno il giusto reddito a chi produce. Se  la filiera ha ragione di esistere non può schiacciare il reddito degli agricoltori a favore di altri anelli: serve un compenso dignitoso e più indipendenza. Chi perorava il Farm to Fork ha preso coscienza con la guerra della necessità di produrre di più, perché questo settore conserva il territorio e fa mangiare il mondo”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, responsabile del Dipartimento Agricoltura di FdI.

LA PIETRA: OBIETTIVO DEVE ESSERE AUMENTARE LA PRODUZIONE, SERVONO RISORSE E RICERCA

Patrizio La Pietra

“L’Italia è la nazione in Europa con la più alta produzione di biologico ma, come si sa, la resa col biologico è minore, per cui l’obiettivo finale deve essere quello di aumentare la produzione di agricoltura tradizionale affinché tutti siano messi nella condizione di poter mangiare. Non si deve creare in questo uno squilibrio sociale per cui la politica deve adoperarsi per raggiungere questo obiettivo”.  Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra, capogruppo FdI in Commissione Agricoltura a palazzo madama, intervenendo al convegno “Agricoltura e Futuro” organizzato da FdI. “All’agricoltura – sottolinea La Pietra – servono innovazione e ricerca, per far questo servono risorse, ad oggi insufficienti, per fare interventi mirati e non a piaggia, come sulle filiere. I 7/8 miliardi stanziati nel Pnrr non bastano e in Commissione, mettendo da parte gli steccati ideologici che ci dividono in altri casi, stiamo lavorando per portare a compimento i provvedimenti rimasti in sospeso”.

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