“Frenare il ‘turismo assistenziale’: con questo obiettivo ho presentato un disegno di legge che porti a 20 anni il periodo di soggiorno in Italia necessario affinché anche i cittadini stranieri maturino il diritto all’assegno sociale. Il ‘turismo assistenziale’ è un fenomeno che porta cittadini stranieri a venire in Italia per poi presentare una domanda di assegno sociale. Si tratta di una prestazione assistenziale che lo Stato eroga a cittadini italiani e stranieri in condizione di disagio economico. Al momento il requisito per averne diritto è aver soggiornato in Italia per almeno 10 anni continuativi. Ma in tempi di ristrettezze economiche, e per riequilibrare la disparità attualmente presente tra cittadini italiani e stranieri, ritengo doveroso raddoppiare gli anni di soggiorno in Italia necessari per poter richiedere il sussidio. Attualmente usufruiscono di questa misura circa 60mila cittadini stranieri, che dunque percepiscono una pensione assistenziale non coperta da contributi versati in precedenza. Si tratta di persone che spesso sono giunte in Italia in età avanzata, magari per riunirsi al coniuge, ma che non hanno di certo prodotto ricchezza nel nostro paese. Questo tipo di prassi è la ‘legalizzazione’ di uno sperpero di denaro pubblico, che fa in modo che alcuni vivano con i proventi del lavoro degli altri. È per questo che ritengo giusto stabilire che per avere diritto all’assegno sociale servano 20 anni di soggiorno continuativo in Italia, affinché ci sia un nesso effettivo tra la compartecipazione allo sviluppo della comunità nazionale e il diritto di usufruire dell’assegno previdenziale”. Lo dichiara il senatore Nicola Calandrini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio
Il centrodestra compatto approva una riforma elettorale che reintroduce le preferenze e apre al voto ai fuorisede.
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Sempre al fianco degli italiani 🇮🇹
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Pd, M5S e AVS raccontano di difendere le donne ma ormai sono sottomessi all’estremismo islamico.
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Pensare di istituire in Italia un tribunale islamico parallelo, se non addirittura sovraordinato alla giustizia dello Stato, che pretenda di dirimere controversie legali applicando la Sharia al posto delle nostre leggi e dei nostri Codici, è un fatto di una gravità inaudita.
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L’approvazione della nuova legge elettorale è da un lato la sconfitta dei soliti gufi che parlavano di un Governo in crisi e di una maggioranza spaccata, ma dall’altro è soprattutto la vittoria dell’Italia.
Diamo alla nostra Nazione maggiore stabilità con il premio elettorale e restituiamo ai cittadini la possibilità di scegliere il loro candidato grazie alla reintroduzione delle preferenze.
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