CON DL FONDONE AZZERATO DI NUOVO IL RUOLO PARLAMENTO

CON DL FONDONE AZZERATO DI NUOVO IL RUOLO PARLAMENTO

Con il provvedimento sul Fondo complementare al Pnrr – che stanzia oltre 30 miliardi di euro per finanziare tutti quei progetti che non sarebbero potuti rientrare nel Recovery Plan- abbiamo avuto l’ennesima prova di una maggioranza confusa e litigiosa, la quale, pur di non sciogliere i nodi di uno scontro interno continuo e imbarazzante, ha fatto arrivare in Aula un dl “pronto per l’uso”. Ancora una volta, in questo modo, si è oscurato il ruolo del Parlamento che non ha avuto la possibilità di discutere una manovra sponsorizzata come suppletiva ma che indebita quanto una finanziaria. Fratelli d’Italia, perciò, si è astenuta in sede di voto: il Senato non può più essere rilegato a mero ‘ascoltatore’ delle decisioni del Governo!

Calandrini: ci asterremo per senso di responsabilità

“I lavori su questo decreto “Fondone” non sono iniziati con i migliori auspici dopo che il viceministro Castelli ha detto sin da subito che il dl sarebbe stato difficilmente emendabile. Abbiamo notato la totale confusione della maggioranza: siamo stati facili profeti quando abbiamo detto che una compagine governativa del genere avrebbe causato più problemi e compromessi al ribasso che benefici per i cittadini. Lo abbiamo visto in questo caso, un testo di sei articoli con 166 emendamenti è stato per settimane terreno di scontro tra la maggioranza e un governo in vistoso imbarazzo. È la replica di quanto abbiamo vissuto con il PNRR, un piano che ci è arrivato infiocchettato in aula, già vistato dall’Europa e sul quale non abbiamo potuto modificare neppure una virgola. Ci auguriamo che almeno siano varate le riforme necessarie, giustizia, fisco e pubblica amministrazione tra le altre, per renderlo operativo. La sensazione che abbiamo e che constatiamo è che questo governo è troppo lontano dalla realtà per accettare un confronto serio, troppo impegnato a vivacchiare quel tanto che basterà per arrivare al semestre bianco e a riuscire a spendere i fondi che arriveranno dall’Europa. Noi di Fratelli d’Italia non chiediamo la luna, chiediamo interventi concreti, e su questo provvedimento, pur con tutte le lacune che abbiamo denunciato, per senso di responsabilità nei confronti degli italiani, il nostro voto sarà di astensione”.
Lo ha detto il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini in fase di dichiarazione di voto sul dl Fondone.

de Bertoldi: su Superbonus e Transizione 4.0 maggioranza ha perso occasione per rilanciare economia

“Come per il Pnrr anche per il dl Fondone il Parlamento non ha avuto il giusto spazio per discutere e collaborare. Nuovamente Fratelli d’Italia deve rilevare che si sarebbe dovuto garantire un ruolo maggiore, anche perché si tratta di un provvedimento pari a una legge di Bilancio che avrebbe necessitato di un maggiore approfondimento”.
Così il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, nel corso del suo intervento in Aula.
“Su due temi in particolare, continua de Bertoldi, la maggioranza avrebbe dovuto prendere in considerazione gli emendamenti di FdI e cioè sul Superbonus 110 per cento e la transizione 4.0. Sul primo punto bisognava subito prorogare al 2023 la misura, ascoltando quanto richiesto dagli operatori del settore, e non attendere la legge di Bilancio. Così come su Transizione 4.0 perché le imprese tecnologiche sono fondamentali per garantire la sostenibilità del Sistema Paese. E su questo punto va fatta chiarezza sulla modifica della ragione sociale della Fondazione Enea Tech in Medical perché in questo modo si rischia di vanificare le attese di tantissime Start up”.
“Infine, anche sui crediti di imposta questo decreto poteva essere l’occasione per allargare il sistema della libera trasferibilità dei crediti fiscali e l’utilizzo di tali misure espansive, magari riferendosi alla proposta legislativa di Fratelli d’Italia per l’introduzione dei – Buoni digitali di sconto fiscale -. Una misura che avrebbe potuto contribuire a dare impulso all’economia nazionale”, conclude il senatore de Bertoldi.

De Carlo: si tuteli il nostro modello di sviluppo

“Un provvedimento che costa come una manovra e che indebita come una finanziaria avrebbe dovuto dare più spazio all’Aula e alle Commissioni, non relegandole a luoghi di mero passaggio informativo, perlomeno nel rispetto dei soldi pubblici utilizzati”. Così il senatore di Fratelli D’Italia Luca De Carlo durante la discussione in Aula del dl Fondone.
“E’ l’ennesima manovra a debito dopo che per anni l’Europa ci aveva imposto l’Austerity, inducendoci a frenare su investimenti, sul welfare e sul sociale. E i risultati di queste politiche si riscontrano nei dati, impietosi, riferiti alla nostra Nazione: dal 1999 al 2019 il pil in Italia è cresciuto del 7, 9 %, mentre in Germania del 30.2 % e in Francia del 32.4%. Le persone sulla soglia della povertà dal 2005 sono aumentate dal 3.3% al 9.4 %, a testimonianza di come lo Stato sia arretrato perché “ce lo chiedeva l’Europa”. Questo ci ha impedito – prosegue – di cogliere le opportunità di crescita, a discapito di molti e soprattutto delle nostre PMI, grande ricchezza della nostra Nazione e trattate troppo spesso, invece, come intralcio al grande sistema mondialista. Noi ci auguriamo che le risorse di questo PNRR siano ben spese, perché dalla nostra parte non troverete delle persone contrarie a prescindere, ma non ci troverete di certo al vostro fianco quando deciderete di sostituire il nostro modello di sviluppo e civiltà con un modello utile a chi vuole trasformarci in consumatori vuoti senza identità” conclude De Carlo.

Dl Fondone. Calandrini (FdI): provvedimento lacunoso

“Questo decreto legge recante misure relative al fondo complementare al PNRR è stato ritenuto dal governo, sin dal suo inizio di percorso in Senato, non meritevole di un esame in Commissione, e solo oggi siamo riusciti ad entrare per un paio di ore nel merito del provvedimento. Su un decreto snello composto da sei articoli sono emersi tuttavia numerose carenze evidenziate nei dossier redatti dagli uffici tecnici del Senato, i quali, persino loro, rilevano nei commenti il ruolo da spettatore al quale è stato relegato il Parlamento. Inoltre emerge all’articolo 5 un ammanco da 50 milioni di euro di oneri da finanziare per l’anno 2021. Questo evidenzia quanta attenzione il governo ponga su provvedimenti che dovrebbero risollevare l’economia del paese. Insomma, questo provvedimento si presenta con numerose criticità sulle quali governo e maggioranza non hanno voluto sentire ragioni. C’erano margini di miglioramento, Fratelli d’Italia ha presentato i suoi emendamenti in particolare sulla necessità di prolungare il Superbonus, ma tutte le nostre proposte sono state bocciate. A causa della chiusura del governo, l’aula del Senato sarà costretta a misurarsi con un testo molto lacunoso”.
Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini nel corso del suo intervento in aula come relatore di minoranza sul DL Fondone.

Drago (FdI): governo non escluda Catania da ripartizione fondi per Comuni colpiti da sisma

“Il governo dia seguito all’ordine del giorno della collega Ferrero, che ho chiesto di riformulare apponendo la mia firma e che rimedia a un vuoto nel dl Fondone, approvato oggi in Senato. Infatti, il decreto destina 1,78 miliardi ai territori colpiti dal sisma ma esclude i nove comuni della Provincia di Catania colpiti dal terremoto nel 2018. Il governo adesso si è preso l’impegno di provvedere alla ripartizione dei fondi anche per il sisma verificatosi nella provincia di Catania. Finanziamento che coprirà fino al 2023, ma la destinazione del fondo di riferimento è fino al 2026 e i fondi già stanziati non saranno sicuramente sufficienti. Quindi, sarà necessario intervenire. Intanto, prendiamo atto di questo ordine del giorno che sana un’esclusione incomprensibile, perché non si può procedere escludendo puntualmente la Sicilia. E in riferimento alla Sicilia un altro tema è quello del Ponte sullo Stretto. Purtroppo non si è tenuto conto del parere condizionato del vice presidente della Regione siciliana espresso durante la riunione dello scorso 3 giugno della Conferenza Stato-Regioni, in cui aveva auspicato l’intervento e l’imprescindibilità della relazione del Ponte sullo Stretto, da inserire quindi nel PNRR. Non solo non si è data visibilità, ma addirittura nel dl Fondone sono stati depositati due emendamenti della maggioranza che riguardano l’implementazione della flotta navale, quindi l’attraversamento dello Stretto, e la rigenerazione urbana sostenibile – guarda caso – di Reggio Calabria e Messina. Non vorrei che questo preludesse a un rallentamento sul progetto del Ponte sullo Stretto, che invece rappresenta un’opera strategica di cui ha bisogno non solo la Sicilia ma l’intera Italia e l’Europa”.
Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Tiziana Drago, nel corso della discussione sul dl Fondone.

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