“In questa fase di crisi occorre derogare in alcuni punti ai disciplinari di produzione. Ci avviciniamo verso uno dei momenti più importanti per il comparto vino: la vendemmia. Sembra prematuro parlarne, ma proprio per tempo occorre prevedere quello che potrebbe accadere fra qualche mese. La crisi sanitaria provocata dal Covid19 e le azioni poste in essere dal governo per evitare il contagio, come ad esempio la chiusura dei luoghi pubblici, hanno messo in ginocchio un comparto, quello del vino, già provato dalla guerra dei dazi di alcuni mesi fa. Uno dei nostri prodotti di eccellenza, riconosciuto in tutto il mondo, con le sue tantissime etichette, i suoi DOCG, DOC, ITG rischia di collassare. La mancata vendita di migliaia di bottiglie, oltre che creare un danno economico, mancati introiti ai produttori, crea anche criticità di stoccaggio, soprattutto per i vini DOCG. Penso alle centinaia di aziende con etichette DOCG, soprattutto piemontesi, venete e toscane che si troveranno a non avere posto nelle cantine per la nuova vendemmia a causa della mancata vendita. Occorre agire e andare in deroga al disciplinare di produzione per lo stoccaggio. Dobbiamo permettere alle aziende di affittare locali idonei anche fuori dal territorio di produzione, anche in luoghi lontani. Questo per avere lo spazio per la nuova vendemmia. Una piccola cosa, ma importante per una prospettiva futura. Non possiamo permettere che vino di qualità possa essere venduto a poco, svalutandolo pur di recuperare spazio. Senza contare il danno finanziario ed economico per una svendita di tale portata, dovuto poi al fatto di trovare sul mercato grosse quantità di vino di qualità a basso costo, danneggiando così anche le vendemmie future. Il settore, quindi, ha bisogno di risorse e azioni concrete che questo governo sembra non sappia mettere in campo. Iniziamo dalle cose semplici ed immediate e diamo al comparto vinicolo l’importanza e la tutela che merita”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, capogruppo in Commissione Agricoltura.
L’Italia sta facendo sentire con forza la propria voce a Bruxelles, chiedendo alla Commissione europea misure concrete per rafforzare la produzione europea e contrastare gli effetti della sovrapproduzione cinese.
È una battaglia che riguarda direttamente il futuro delle nostre imprese, dei nostri lavoratori e delle nostre filiere industriali.
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Il centrodestra compatto approva una riforma elettorale che reintroduce le preferenze e apre al voto ai fuorisede.
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Sempre al fianco degli italiani 🇮🇹
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Pd, M5S e AVS raccontano di difendere le donne ma ormai sono sottomessi all’estremismo islamico.
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Pensare di istituire in Italia un tribunale islamico parallelo, se non addirittura sovraordinato alla giustizia dello Stato, che pretenda di dirimere controversie legali applicando la Sharia al posto delle nostre leggi e dei nostri Codici, è un fatto di una gravità inaudita.
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