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Dl sostegni. Fratelli d’Italia dice NO a bozza confusa ed elemosine di Stato

Il dl Sostegni continua a slittare e famiglie, imprese e lavoratori sono costretti ad aspettare. E se già questo non bastasse nelle prime bozze che iniziano a circolare sarebbe previsto il governo starebbe prevedendo un contributo a fondo perduto per le attività che abbiano subito un calo di fatturato calcolato sulla perdita registrata nel bimestre gennaio/febbraio 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. Ecco, se questo parametro fosse applicato, rischierebbe di penalizzare settori come il turismo e gli eventi, che realizzano gran parte degli incassi in altri mesi dell’anno, e che rappresentano i settori tra i più colpiti dalle chiusure.  A prescindere dalla modalità di calcolo di eventuali indennizzi, però, per Fratelli d’Italia non è più tempo delle elemosine di Stato: è ora di sostenere concretamente le imprese attraverso misure di lungo periodo che aiutino a contenere i costi fissi e prima che il governo decida nuove restrizioni.

Rauti: politica ristori fallimentare. Per FdI basta indennizzi su Codici Ateco ma su reali perdite fatturato

Isabella Rauti

“In questo anno di pandemia, tra lockdown e chiusure parziali o a colori, non è stata fallimentare soltanto la politica sanitaria ma anche quella dei ristori; ed ora di fronte alle annunciate ulteriori restrizioni non si parla della Cig che non arriva, o di indennizzi adeguati alle attività colpite e chiuse per decreto. Non si considera, un dato per tutti, che nel 2020 sono scivolate nella condizione di povertà assoluta 335mila famiglie in più rispetto al passato e che il governo, con tutti i miliardi ottenuti dagli scostamenti di bilancio, non è riuscito ad indennizzare davvero nessuna categoria ma ha elargito soltanto inutili bonus. Prima di andare verso ulteriori restrizioni Fratelli d’Italia chiede che siano stabiliti e dati indennizzi calcolati sulla perdita annua del fatturato e non sulla base degli Ateco. Risorse che arrivano, ed è bene chiarirlo, dall’ultimo scostamento di bilancio e che dovrebbero essere impiegate nel dl Sostegni, il cosiddetto Ristori 5 ritardato dalla crisi del governo Conte e che ancora non arriva. Risorse a cui FdI ha dato il suo contributo votando a favore e che non verranno dal Recovery Plan, sbandierato troppo spesso come panacea di tutti i mali. Ma soprattutto che sono poche le risorse stanziate a fondo perduto mentre tutto il resto è un prestito da restituire.

Lo ha detto il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia al Senato, Isabella Rauti, in diretta a Start su Skytg24.

Calandrini: troppa confusione e pochi aiuti concreti

Nicola Calandrini

“Sul dl Sostegni vediamo tanta confusione. Dalle bozze in circolazione leggiamo di nuovo di contributi a fondo perduto che sarebbero erogati partendo dalla differenza tra i fatturati di gennaio-febbraio 2019 e gennaio-febbraio 2021. Dalla stampa, invece, apprendiamo che sarebbe allo studio un calcolo basato sulle perdite medie mensili per tutto il 2020. Si tratta di due condizioni ben diverse sebbene, anche dai calcoli fatti da un quotidiano autorevole come il Sole 24 Ore, l’esito anche conteggiando tutto il 2020 sarebbe un ristoro decisamente minimo se rapportato alle perdite. Fratelli d’Italia resta convinta che la ricetta sia un’altra: basta con i bonus e i fondi a pioggia, che non sono che palliativi in una situazione già difficile per le aziende italiane. Da tempo chiediamo che le aziende siano aiutate in altro modo, ossia attraverso misure in grado di contenere i costi fissi che restano sempre invariati, indipendentemente dai periodi di apertura e chiusura. Purtroppo il dl Sostegni non sembra contenere nulla di tutto questo, ha cambiato il nome ma resta una replica dei precedenti decreti Ristori, in grado di sortire effetti decisamente limitati e contenuti”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini, capogruppo nella Commissione Bilancio.

de Bertoldi: governo aiuti imprese del gioco legale. C’è rischio che se ne avvantaggino mafie

Andrea de Bertoldi

“Il governo Draghi non faccia il gioco delle mafie. Se, infatti, non si interverrà immediatamente nel dl Sostegno su tutte le imprese concessionarie del gioco legale, in termini di indennizzi e proroghe sui versamenti del PREU (prelievo erariale unico), si potrebbe determinare la chiusura forzata della gran parte degli operatori, con il licenziamento di migliaia di dipendenti. Il tutto ad esclusivo beneficio del gioco illecito gestito dalla criminalità. La filiera del gioco legale ha subito nell’ultimo anno 266 giorni di sospensioni dovuto al lockdown, e non è quindi più in grado di reggere i costi fissi delle proprie aziende e tanto meno di sostenere gli obblighi di versamento erariale, dovendo oltretutto subire ulteriori penalizzazioni dall’inaccettabile atteggiamento del sistema creditizio, che richiede immotivatamente con sempre maggiore frequenza la chiusura dei rapporti bancari. Il ministro Franco dia risposte immediate e concrete nella stesura del prossimo decreto Sostegno, altrimenti le uniche a festeggiare saranno le mafie con la gestione, a quel punto esclusiva, del gioco in Italia. Non sarebbe certamente un buon inizio per il governo”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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