FdI chiede chiarezza sui ritardi negli indennizzi ai risparmiatori truffati dalle banche

FdI chiede chiarezza sui ritardi negli indennizzi ai risparmiatori truffati dalle banche

La legge 205 del 2017 ha istituito il c.d. FIR (fondo indennizzo risparmiatori) a tutela di coloro che avessero subito un danno nella sottoscrizione o nel collocamento di strumenti finanziari emessi da banche italiane.

Dal momento della entrata in vigore della legge ad oggi è stato rimborsato solo qualche milione di euro, a fronte del miliardo che era stato impegnato, e molti truffati sono ancora oggi in attesa del dovuto indennizzo da parte dello Stato.

Non è chiaro nè quanto sinora sia stato erogato, nè a quanto ammontino le risorse ancora disponibili.

Fratelli d’Italia chiede formalmente con una interrogazione parlamentare di chi siano le responsabilità di questo clamoroso ritardo nell’erogare i risarcimenti e quali misure intenda adottare realmente il ministro, a fronte di dichiarazioni da parte di membri del Governo che durante le scorse elezioni annunciavano rimborsi automatici ed immediati.

Banche Venete: Urso, i risparmiatori truffati anche dal governo, che fine hanno fatto i rimborsi?

“Il governo faccia chiarezza in merito ai risarcimenti dei risparmiatori che hanno subìto un danno in relazione all’investimento in strumenti finanziari emessi da banche poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 1 gennaio 2018”.

Lo chiede in una interrogazione il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, il quale denuncia che “i risparmiatori siano stati “truffati” anche dal governo”.

“Il Fir, Fondo indennizzo risparmiatori – sottolinea Urso – che ha sostituito con le stesse finalità il Fondo di ristoro istituito nel 2017, ammonta ad una somma complessiva di ben 1 miliardo e 575 milioni. La dotazione finanziaria prevista in sede di costituzione è stata prevista in 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019-2021. L’indennizzo è commisurato ai costi sostenuti per l’acquisto dei titoli, nella misura del 30% per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti, entro il limite massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore”.

“Il 2021 – osserva Urso – è l’ultimo esercizio del triennio con disponibilità pari ai soliti 525 milioni, dopodiché, in assenza di ulteriori risorse da reperire ed eventuali proroghe delle funzioni del marchingegno attivato, la partita termina”.

“Ad oggi sono stati bonificati qualche milione, mentre oltre 1 miliardo non è stato speso nè impegnato e quindi tornato nelle casse dallo Stato. I truffati, per chi ha aderito all’otp delle banche commissariate, ha già ricevuto da 3 anni i soldi, mentre molti altri sono ad oggi in attesa. Sono passati invece più di due anni – conclude Urso – e si configura semmai il reato di ‘truffa elettorale’ tanto più perché perpetrato da coloro che avevano la delega del governo in materia o comunque ne avevano autorevole rappresentanza istituzionale, e a fronte delle ripetute critiche avanzate anche in sede parlamentare, sul fatto che il meccanismo scelto era assolutamente inadatto allo scopo, quasi fosse un mero ‘specchietto per le allodole’ al fine di conseguire solo un risultato elettorale”.

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