Foibe. Fratelli d’Italia continua la battaglia della destra per la verità

Foibe. Fratelli d’Italia continua la battaglia della destra per la verità

Il genocidio nelle terre dell’Istria, della Dalmazia e di Fiume perpetrato dai partigiani comunisti al soldo di Tito tra il 1943 e il 1945 ed il successivo esodo da quelle terre dei nostri connazionali è stata una pagina della Storia italiana taciuta per decenni, arrivando perfino a non essere inserita e documentata nei testi scolastici.

Con la legge 92/2004 il Parlamento ha istituito il Giorno del Ricordo – che si celebra ogni 10 febbraio – per commemorare ventimila persone trucidate e buttate nelle foibe per essere semplicemente “italiani” e far conoscere finalmente la dolorosa ferita del Confine Orientale. Ancora oggi certa parte della sinistra si ostina a negare quei tragici fatti, definendo le foibe delle semplici “cavità carsiche” o miniere in disuso, e negando che gli abitanti vi fossero buttati dentro ancora vivi e legati gli uni agli altri con un filo spinato. Fratelli d’Italia continua in ogni sede una lunga battaglia della destra per la verità in nome di tutte le vittime e contro ogni forma di negazionismo nei confronti dei crimini perpetrati dal comunismo.

Ciriani: Una tragedia che deve restare centrale nella memoria nazionale

Ciriani

Luca Ciriani

“La Giornata del Ricordo è stata istituita nel 2004 dopo una lunga battaglia della destra affinché la memoria delle foibe potesse finalmente emergere in tutta la sua drammaticità e messa a conoscenza del popolo italiano. Oggi, nonostante il giustificazionismo e il negazionismo che ancora tentano di oscurare una delle pagine più tragiche della storia nazionale, possiamo registrare una presa di coscienza più profonda. In ogni caso il fenomeno di negare è ancora presente nella cultura, nell’informazione e talvolta anche a livello istituzionale locale. Per questo avevo presentato a maggio 2019 una proposta di legge per condannare e contrastare, con assoluta fermezza, chiarezza e coerenza, anche il fenomeno del negazionismo di una delle pagine più oscure della storia d’Italia. Una proposta che si aggiunge al ddl che avevamo presentato sia in Senato e sia alla Camera per revocare l’onorificenza al Maresciallo Tito, le cui truppe comuniste si macchiarono di azioni violentissime tra cui appunto proprio l’infoibamento di migliaia di italiani innocenti. Nel centenario della nascita di Norma Cossetto sentiamo più forte il richiamo affinché la verità sui massacri delle foibe resti vivo nella coscienza nazionale e per questo mi auguro che la mia proposta possa essere al più presto essere discussa in Parlamento”.

Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato, Luca Ciriani.

De Carlo e Speranzon: Nessun contributo ai negazionisti. Pronta una mozione in Regione

Luca De Carlo

Parte da Basovizza, uno dei luoghi tristemente simbolo della tragedia delle foibe, il nuovo impegno di Fratelli d’Italia per mantenere vivo il ricordo di tutte quelle persone morte infoibate per il solo fatto di essere italiani: è il senatore e coordinatore veneto del partito Luca De Carlo, questa mattina in terra triestina per celebrare il Giorno del Ricordo, a lanciare la battaglia contro i negazionisti.

“Lancio un appello a tutte le amministrazioni e alle istituzioni, affinché mandino un segnale forte a tutte quelle associazioni, e purtroppo sono ancora molte, che negano o minimizzano il dramma delle foibe”, annuncia De Carlo. “Non è accettabile che queste realtà possano ancora accedere a contributi per portare avanti iniziative che puntano a sminuire o addirittura a cancellare una tragedia costata la vita a migliaia di italiani e che è ancora viva sulla pelle degli esuli”.

Un primo segnale in questo senso arriva dal gruppo FdI in consiglio regionale del Veneto, come spiega il capogruppo Raffaele Speranzon: “Come Fratelli d’Italia, abbiamo presentato in questi giorni in consiglio regionale una mozione che chiede che venga sospeso ogni tipo di contributo, finanziario e non, a beneficio di chi organizza iniziative riduzioniste o negazioniste sui temi dell’esodo e delle foibe. Va condannata senza indugio ogni forma di negazionismo nei confronti dei crimini perpetrati dal comunismo: non possiamo infatti dimenticare come chi riuscì a sfuggire al comunismo jugoslavo si trovò a dover affrontare quello italiano; italiani costretti a fuggire dalla propria Patria che si sono visti negare dai propri connazionali aiuto, soccorso e pietà. Il dramma delle foibe è stato tenuto sotto silenzio per troppi anni: non possiamo lasciare che torni il buio che ha inghiottito le vite di migliaia di italiani e sul quale si è solo da poco finalmente riusciti ad accendere la luce della verità”.

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