Giustizia, separazione carriere, una sfida che può essere vinta 

Giustizia, separazione carriere, una sfida che può essere vinta 

“Noi come legislatori abbiamo il dovere di intervenire per correggere le distorsioni e le criticità che talvolta la macchina della giustizia produce al fine di garantire i cittadini e i valori della Costituzione. Lavoreremo affinché si arrivi ad una riforma più che mai condivisa da tutte le forze politiche, mantenendo costruttivo, collaborativo e proficuo l’interlocuzione con il CSM, il CNF e l’Avvocatura, per riformulare l’intero comparto giustizia. Oggi, dopo trent’anni di discussione sulla separazione delle carriere si intravede questa possibilità, che può essere un’opportunità concreta per il sistema giuridico e per quello della nazione. Una sfida, questa, importante che può essere vinta, condividendo la nuova e la vecchia concezione della cultura della giustizia che appartiene alla nostra tradizione, partendo da due principi, quello dell’essere garantisti e dal principio di non colpevolezza, aspetti fondanti per costruire una riforma seria della giustizia. Una effettiva indipendenza del PM, dovrebbe contemplare, intervenendo sulla Costituzione, ad una parificazione tra giudice e pubblico ministero, prevedendo una adeguata specializzazione professionale, sia nella fase del reclutamento sia nella fase del tirocinio e ciò aumenterebbe non solo le specifiche tecniche della parte requirente, ma rafforzerebbe anche l’autonomia e la terzietà del giudice”.

Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia, Marco Silvestroni, componente della commissione Giustizia nel corso dell’intervento alla presentazione del libro di Gaetano Bono, Sostituto Procuratore Generale presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta che ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a scrivere questo saggio sulla separazione delle carriere alla presenza del Prof. Felice Giuffrè, Componente CSM e Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico, dell’Avv. Rinaldo Romanelli, Segretario dell’Unione delle Camere Penali Italiane, e del Prof. Roberto Romboli, Componente CSM e Professore Emerito di Diritto Costituzionale.

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