Israele, a sei mesi da attacco Hamas nessuna giustificazione a orrori e violenze

Israele, a sei mesi da attacco Hamas nessuna giustificazione a orrori e violenze

Ai microfoni del Tgcom24, il Sen. Giulio Terzi (FDI) fa il punto, a sei mesi dall’attacco di Hamas del 7 ottobre scorso, sulla situazione della guerra a Gaza. “Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres ha ribadito che nulla può giustificare l’attacco di Hamas né gli orrori delle violenze perpetrate per mano dei terroristi. Questo è il punto di partenza della discussione su cosa oggi sta accadendo a Gaza e lo sappiamo, è in corso un’operazione militare pesantissima che sta generando disastri umanitari enormi a causa dell’insistenza della capacità di Hamas di continuare a usare in modo cinico e criminale la popolazione palestinese come scudi umani” ha affermato Terzi, proseguendo “siamo di fronte a una guerra legittima, di difesa, contro il terrorismo di Hamas e contro anche le operazioni iraniane che attraverso Hezbollah e altri proxy continuano ad attaccare Israele, gli Stati Uniti e anche l’Occidente. È una guerra legittima che, chiaramente, è anche una grandissima tragedia che ha acceso una reazione di indignazione generale per le vittime nella popolazione palestinese”.
“I negoziati non sono mai cessati, ma il direttore della CIA Burns è ora tornato a Il Cairo per dialogare con gli interlocutori qatarini, egiziani, israeliani” ha poi dichiarato Terzi, precisando “il negoziato parte dalle richieste di Hamas, ovvero il cessate il fuoco permanente, il ritiro delle forze israeliane di Gaza e, soltanto dopo queste due azioni, l’inizio dello scambio degli oltre 130 ostaggi israeliani con i migliaia di prigionieri detenuti nelle carceri di Isralele. Chiaramente tali richieste sono inconcepibili per Gerusalemme. Vorrei ricordare che nell’attaco all’ospedale al-Shifa, episodio che nelle nostre piazze e università è stato dipinto come esempio di crudeltà e cinismo delle forze israeliane, oltre ad esser state trovate armi e prove evidenti che gli ostaggi fossero lì detenuti, sono stati catturati 500 terroristi. La struttura era chiaramente usata da Hamas per altri scopi e menziono questo particolare episodio per far comprendere che sì, ora al-Shifa è stato neutralizzato ma le condizioni di scambio di prigionieri che chiede Hamas sono estremamente complicate. Significherebbe scambiare civili che da 6 mesi subiscono violenze e suprusi d’ogni genere con quegli stessi terroristi che Israele ha combattuto sin d’ora. Sono drammatiche le immagini che l’Occidente ha vissuto, dall’attentato alle Torri Gemelle in poi, di terroristi che dopo aver compiuto atti indicibili sono tornati in libertà, spesso ripetendo poi tali orrori. La situazione dei negoziati è anche per questo estremamente difficile”.
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