Made in Italy, potenziare i nuclei di valutazione nei ministeri. Occuparsi dei temi prima che sia troppo tardi

Made in Italy, potenziare i nuclei di valutazione nei ministeri. Occuparsi dei temi prima che sia troppo tardi

“Vanno potenziati e resi maggiormente operativi i nuclei di valutazione presenti nei ministeri: sono previsti da una legge nazionale di ormai 10 anni fa, ma si trovano in condizioni di forte depotenziamento, tanto che in molte amministrazioni ormai non esistono più”.
Lo dichiara il senatore Luca De Carlo, responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia
“La legge è la 234 del 2012 e si occupa della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea: l’articolo 20 prevede l’individuazione all’interno delle amministrazioni statali di uno o più nuclei di valutazione degli atti dell’Unione europea, che assicurano il monitoraggio delle attività di rilevanza europea di competenza delle rispettive amministrazioni e contribuiscono alla predisposizione da parte di queste dei rispettivi contributi alle informazioni e alle relazioni da trasmettere alle Camere. Questi nuclei devono diventare task force pronte ad intercettare le questioni europee prima che sia troppo tardi. Ci troviamo oggi a rincorrere i vini croati e gli aceti sloveni e di Cipro perché è mancato questo filtro preliminare: queste realtà devono interfacciarsi costantemente con gli uffici europei e con i portatori di interesse dei territori nazionali per capire cosa si sta muovendo in Europa e quali possono diventare le criticità. Sono organi tecnici che devono poter funzionare per svolgere al meglio la propria attività; alla politica, non quella “dei migliori” ma quella di chi vede quotidianamente i problemi della nazione, il compito di intervenire e farsi sentire a livello internazionale. Fino ad ora, si è chiusa la stalla dopo che i buoi erano scappati: per proteggere l’agroalimentare italiano e tutte le eccellenze della nostra nazione è fondamentale un cambio di passo e di mentalità” conclude De Carlo.

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