“Un patto per lo sviluppo delle isole minori, un fondo perequativo per quei comuni che non raggiungeranno risorse sufficienti dall’IMU, stop alle fusioni tra piccoli comuni. Sono queste alcune delle richieste che sono arrivate ieri dalle associazioni ANCIM e ANCPI, che rappresentano rispettivamente i comuni delle isole minori e i piccoli comuni, in audizione in Commissione Bilancio congiunta di Camera e Senato. La realtà dei piccoli Enti locali è di certo molto complessa e richiede risposte che la Legge di Bilancio non sta riuscendo a dare. Ne è una prova il fatto che il fondo di sviluppo per le Isole Minori pur essendo una buona iniziativa lodata da ANCIM, richiede tuttavia un emendamento che possa rendere la ripartizione di quei fondi più snella, coinvolgendo solo i Ministeri e i rappresentanti dei Comuni coinvolti e non la Conferenza Stato-Regioni. Semplificazione è proprio la parola d’ordine che arriva da queste realtà, troppo spesso soffocate dalla burocrazia e dalla mancanza di personale, e che non riescono a trovare ristoro dal gettito fiscale considerato che parte di questo va allo Stato ma i servizi rimangono comunque a carico degli enti locali. Ai piccoli Comuni servono leggi e risorse adeguate e una maggiore flessibilità su argomenti quali bilanci, programmazione, appalti, personale. Piuttosto che rispondere a queste esigenze, il governo preferisce mettere 15 milioni di euro l’anno per favorire l’accorpamento dei piccoli Comuni. Ciò risulta fuori da ogni logica perché, come sottolineato dall’ANCPI, al momento sono solo circa 90 i comuni hanno optato per la fusione, se fosse stata la strada corretta, probabilmente avrebbe avuto più popolarità. Piuttosto che cancellare o fondere i Comuni, la Legge di Bilancio deve dare delle risposte che possano tutelare queste realtà piccole solo nelle dimensioni geografiche, ma immense per cultura e tradizioni”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, capogruppo in Commissione Bilancio.
L’Italia sta facendo sentire con forza la propria voce a Bruxelles, chiedendo alla Commissione europea misure concrete per rafforzare la produzione europea e contrastare gli effetti della sovrapproduzione cinese.
È una battaglia che riguarda direttamente il futuro delle nostre imprese, dei nostri lavoratori e delle nostre filiere industriali.
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Il centrodestra compatto approva una riforma elettorale che reintroduce le preferenze e apre al voto ai fuorisede.
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Sempre al fianco degli italiani 🇮🇹
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Pd, M5S e AVS raccontano di difendere le donne ma ormai sono sottomessi all’estremismo islamico.
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Pensare di istituire in Italia un tribunale islamico parallelo, se non addirittura sovraordinato alla giustizia dello Stato, che pretenda di dirimere controversie legali applicando la Sharia al posto delle nostre leggi e dei nostri Codici, è un fatto di una gravità inaudita.
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