MO. liberazione degli ostaggi e neutralizzazione di Hamas

MO. liberazione degli ostaggi e neutralizzazione di Hamas

In un intervento di questa mattina a Tgcom24 sulla situazione in Medio Oriente, il Sen. Giulio Terzi (FdI) ha rilevato che “l’attacco al consolato iraniano a Damasco è avvenuto in circostanze simili all’operazione condotta dall’IDF all’ospedale Al Shifa di Gaza. Si tratta infatti di strutture – ospedali ed ambasciate – coperte legalmente dall’immunità riconosciuta durante lo stato di guerra, a condizione che non vengano utilizzati per finalità diverse da quelle che sono le loro funzioni fondamentali. Se un’ambasciata diventa una base militare e se ospita uno dei principali esponenti dei pasdaran iraniano, l’attacco è legittimo. Si tratta, tra l’altro, di un’operazione molto precisa che si può considerare come un atto di deterrenza volto ad arginare la costante e crescente volontà iraniana di aumentare la tensione – attraverso i suoi proxies – e aggredire Israele ed altri obiettivi occidentali. Il dato di novità nell’attacco israeliano a Damasco è dunque che l’Iran non può più considerarsi immune nelle operazioni che non sembrano originare da Teheran ma che in realtà lo sono attraverso un sostegno finanziario, logistico e militare. L’Iran ha finora prestato molta attenzione a non entrare direttamente nel conflitto perché ha molti punti di debolezza e uno di questi è la dimensione politica. Lo dimostra il mancato attentato di cinque anni fa a Villepinte in occasione dell’assemblea annuale della Resistenza iraniana, della cui progettazione è stato giudicato e condannato a venti anni di carcere proprio un alto funzionario iraniano. In conclusione, non è la prima volta che Teheran abusa delle norme che proteggono le ambasciate e i consolati. Non dobbiamo fare sconti e seguire con molta attenzione il prosieguo dei negoziati a Il Cairo perché la guerra giusta che Israele conduce raggiunga l’obiettivo finale il prima possibile, ovvero la liberazione degli ostaggi in mano a Hamas e la neutralizzazione di quest’ultimo” così Giulio Terzi.
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