No all

No all’utero in affitto! Esposto alla Procura contro chi fa pubblicità online

L’aberrante pratica della Gpa (gestione per altri) – che sfrutta le donne che fanno da “incubatrici” ed alle quali vengono imposte dieta, medicine, abitudini e perfino la scelta del tipo di parto – è vietata in Italia dalla legge 40/2004 ma è permessa in altri Paesi (Ucraina, Canada, Stati Uniti e Nigeria) e genera una vera e propria industria milionaria che vende e compra neonati.
Nelle ultime settimane questo potente business ha evidentemente deciso di espandere prepotentemente il suo mercato in Europa e sono apparsi sui social annunci a pagamento che raccontano la surrogacy come un gesto progressita, invitando ad affidarsi ad efficientissime cliniche americane per avere un bambino “su misura”.

Fratelli d’Italia è da sempre schierata contro la pratica dell’utero in affitto, che tratta le donne come animali da allevamento e dove i bambini hanno il ruolo di oggetti da acquistare, e continuerà a battersi per farlo dichiarare reato universale.

Rauti: presentato esposto a Procura Repubblica su pubblicità online

rauti

Isabella Rauti

“Tramite i miei legali ho presentato, in qualità di senatore della Repubblica e di responsabile nazionale del Dipartimento di Fratelli d’Italia Pari Opportunità, Famiglia e valori non negoziabili un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma, per valutare i profili di illegittimità in relazione alle pubblicità on line di servizi di maternità surrogata”. Ad annunciarlo la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti.

“Nei mesi scorsi, spiega la senatrice Rauti, sono comparsi numerosi post, pubblicati sui social Facebook ma anche su siti web, reiterati ed insistenti, attraverso annunci a pagamento finalizzati a pubblicizzare l’offerta del ricorso all’utero in affitto ed alla maternità surrogata, con le indicazioni delle relative cliniche operative in Stati esteri, nei quali tale pratica è consentita. Il mio esposto di querela/denuncia richiama il principio per il quale nell’ordinamento italiano, l’utero in affitto e la maternità surrogata costituiscono un reato penale”.

“È inconcepibile ed inaccettabile, denuncia la responsabile del Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e valori non negoziabili, che tali pubblicità compaiano impunemente sulle pagine italiane dei siti web e dei social, che rappresentano una palese violazione senza considerare che la surrogazione di maternità è abominevole, e si basa sullo sfruttamento del corpo femminile e delle condizioni di povertà. La stessa sentenza del 2017 della Consulta dichiara che l’utero in affitto offende la dignità della donna, introducendo nuove discriminazioni nelle relazioni umane e di genere attraverso il commercio di bambini su ordinazione, degradati ad oggetto di mercato e di compravendita”.

“Fratelli d’Italia è da sempre schierata contro la pratica della maternità surrogata e il presidente Giorgia Meloni è la prima firmataria del disegno di legge per rendere perseguibile questa pratica anche se usufruita all’estero, considerata come reato universale. Deve essere chiaro che la maternità surrogata non è altro che un commercio lesivo dei diritti del bambino, della dignità della donna gestante, ma anche dell’istituto dell’adozione e delle norme previste dalla Legge per la tutela dei minori”, conclude la senatrice Rauti.

Condividi