PROGRESSI NELLA DIFESA EUROPEA DALLA RIUNIONE DELLE COMMISSIONI AFFARI UE DEI PARLAMENTI NAZIONALI (COSAC)

PROGRESSI NELLA DIFESA EUROPEA DALLA RIUNIONE DELLE COMMISSIONI AFFARI UE DEI PARLAMENTI NAZIONALI (COSAC)

Si è svolta a Bruxelles la sessione semestrale della COSAC, che riunisce le Commissioni affari UE dei 27 Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo. Hanno partecipato per l’Italia il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi, presidente della Commissione per le Politiche UE, l’onorevole Alessandro Giglio Vigna, presidente della Commissione Affari Ue della Camera, e i senatori Elena Murelli e Marco Lombardo.  In un clima di sostanziale, viva preoccupazione sono stati affrontati alcuni dei più importanti dossier in discussione a Bruxelles. Il primo è stato, ancora una volta e con toni a tratti fortemente emotivi, la guerra di aggressione all’Ucraina. In primo luogo, è intervenuta la presidente della Commissione per l’integrazione europea, on. Klympush-Tsintsadze, rendendo una testimonianza in cui ha sottolineato quanto sia cruciale e urgente, per la sopravvivenza stessa della sua nazione e per il futuro dell’Europa, un tempestivo e adeguato sostegno militare di tutto l’Occidente alla popolazione ucraina, vittima di atroci attacchi missilistici contro obiettivi esclusivamente civili. Il documento finale della COSAC, discusso e approvato, riflette tutte queste aggravate preoccupazioni e le critiche, non soltanto ucraine ma anche di molti europei intervenuti nel dibattito, al grave ritardo nel sostegno militare al Paese. Ugualmente generalizzata è stata la dura condanna delle elezioni farsa orchestrate da Putin e le dirette responsabilità del Cremlino nell’aver provocato la morte di Alexei Navalny.
Il sen. Terzi ha osservato come l’attuale grave congiuntura debba smuovere l’Unione nel compiere un decisivo passo in avanti con l’introduzione di bond europei per gli approvvigionamenti e il finanziamento della difesa così da eliminare, o quantomeno ridurre, la costosissima parcellizzazione dovuta alle diseconomie di un’industria e di un apparato di difesa che ragiona ancora in termini nazionali e non integrati a livello europeo. Un sostanziale consenso sull’ipotesi di eurobond che rafforzino i finanziamenti per l’industria della difesa e quindi le capacità militari europee, è ben riflesso nelle conclusioni della conferenza.
Terzi ha anche invitato a proseguire il percorso di definizione del quadro negoziale per l’adesione di Kiev all’UE. L’allargamento non si dovrà concentrare solo sull’Ucraina. È necessario continuare ad impegnarsi anche verso i Balcani occidentali, con particolare attenzione all’Albania, nonché alla Georgia e alla Moldavia. In questo senso è stata sottolineata l’importanza della decisione di aprire i negoziati di adesione della Bosnia-Erzegovina, decisa dal Consiglio europeo del 21-22 marzo.
In tema di immigrazione, Terzi ha sottolineato che il 17 marzo il presidente Meloni, assieme al presidente von der Leyen e i premier di Austria, Belgio, Cipro e Grecia hanno concluso un importante accordo con l’Egitto per un pacchetto di 7,4 miliardi in tre anni: l’obiettivo è sostenere finanziariamente l’Egitto, gestire correttamente ed efficacemente i flussi migratori, contrastare i trafficanti di esseri umani nel quadro di una visione partenariale di sviluppo con i Paesi africani. È stata quindi sottolineata da Terzi l’importanza della Dichiarazione congiunta con l’Egitto per un partenariato strategico e globale che, con il Piano Mattei, intende anche differenziare gli approvvigionamenti di energia dell’Europa, sostenere iniziative che rilancino investimenti diretti e sostengano attività di formazione, contrastando al contempo la criminalità nel traffico di esseri umani.
È stato altresì ripreso nel documento finale della conferenza il tema di fondamentale importanza della produzione agricola in Europa, settore strategico e risorsa fondamentale per gli Stati membri e la sicurezza alimentare dei cittadini europei. Si è ribadita l’importanza di ridurre l’onere a carico del settore, rafforzare l’efficacia della politica agricola comune e promuovere una risposta europea più efficace a concorrenze sleali di Paesi terzi.
Altri importanti tematiche discusse a Bruxelles sono state il completamento del mercato unico, che dovrà avere come obiettivo per i prossimi anni una maggiore integrazione finanziaria, e il futuro della competitività europea, temi su cui sono attesi i due rapporti, del presidente Letta e del presidente Draghi.
Infine, è stato ribadito il concetto di autonomia strategica aperta, strettamente legato al tema della sicurezza e della difesa comune, ma che assume ora anche un’angolatura economica che consentirà di identificare l’Unione europea come attore autonomo e forte – promotore dei valori occidentali – nella competizione e globale.
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