RIFORME. NESSUN BARATTO TRA PARTITI CENTRODESTRA

RIFORME. NESSUN BARATTO TRA PARTITI CENTRODESTRA

“Le opposizioni, nella loro legittima critica quotidiana verso il Governo Meloni, non riescono quasi mai a fare canestro. Le polemiche sono spesso pretestuose e fatalmente non colpiscono nel segno, l’ultima in ordine di tempo è quella targata Pd, di cui pure il Governatore Bonaccini si è avvalso stamani in tv, ed è quella per cui l’autonomia regionale sarebbe un voto di scambio per la riforma del Premierato. Stupisce che tutta la sinistra, la quale ha all’attivo una riforma federalista come la revisione del titolo V, si riscopra oggi fortemente centralista solo per opporsi in qualche modo al Governo Meloni, ma stupisce ancora di più pensare che un leader coerente e consapevole come Giorgia Meloni possa prestarsi a un baratto che nel gergo calcistico verrebbe definito un ‘biscottone’. La sinistra mente sapendo di mentire oppure ha la memoria corta, perché, al netto delle diverse sensibilità che per forza esistono all’interno delle coalizioni, il centrodestra ha sempre condiviso all’unanimità il connubio fra presidenzialismo o premierato e federalismo. Nel progetto di riforma costituzionale del centrodestra, datato 2005 e chiamato ‘devolution’, bocciato dal referendum, erano già previsti, insieme, il premierato e il conferimento di maggiori poteri alle Regioni. C’era era allora e viene riconfermata oggi nel Governo Meloni, una speciale sintonia che porta a ritenere necessario decentrare il potere per garantire una migliore e più efficiente gestione delle risorse nel territorio, ma con il necessario riequilibrio, tutore della unità nazionale, costituito da un potere centrale stabile ed autorevole eletto dal popolo. La sinistra e i suoi leaders smettano di aizzare l’opinione pubblica cercando inciuci ed intrallazzi: siamo al lavoro per l’Italia del domani, se non vogliono aiutare almeno non facciano perdere tempo”.

Lo dichiara il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore di Fratelli d’Italia Emilia-Romagna.

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