RIFORME, OCCORRE RAFFORZAMENTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA ISTITUZIONALE

RIFORME, OCCORRE RAFFORZAMENTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA ISTITUZIONALE

 

“C’è da anni un consenso unanime sulla necessità di modificare l’assetto istituzionale del Paese per dare maggiore stabilità ed efficacia all’azione pubblica attraverso innovazioni che non riguardano solo lo Stato ma anche i livelli di governo regionale e locale. I tentativi di riforma hanno finora avuto esiti modesti, confusi e contraddittori se non addirittura negativi e la stessa credibilità delle istituzioni di autoriformarsi è stata indebolita”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Guido Castelli, responsabile nazionale del dipartimento Enti Locali di FdI.

“Come ha giustamente osservato oggi Giorgia Meloni nel corso del suo intervento in collegamento nel corso del Festival delle Regioni – sottolinea Castelli – la nuova stagione di riforme deve essere all’insegna del rafforzamento complessivo del sistema istituzionale. Non si tratta di rafforzare un livello di governo a scapito dell’altro. L’Italia ha un sistema istituzionale complessivamente fragile non adeguato ai bisogni dei cittadini e alle esigenze del suo sistema economico ed anche al nostro ruolo in Europa e nel mondo. E’ questa fragilità che va superata. Devono essere più forti lo Stato, le Regioni e i Comuni, ciascuno nel proprio ambito di competenze e funzioni. La nuova stagione di regionalismo va accompagnata non solo dal un nuovo impianto delle istituzioni dello Stato (semipresidenzialismo, etc) ma anche da una stagione di rafforzamento delle autonomie locali”.

“E’ un obiettivo – osserva Castelli – che può essere perseguito se ciascuno sviluppa la propria vocazione istituzionale. Lo Stato garante dell’unità della Nazione e dell’eguaglianza dei cittadini, le Regioni enti di legislazione e programmazione territoriale e i Comuni istituzioni di prossimità con funzioni di amministrazione e di gestione dei servizi”.

“Coinvolgere anche il livello Comunale nei processi di riforma che si sta avviando – conclude Castelli – è un ulteriore garanzia per evitare un regionalismo ‘à la carte’, inquadrando l’autonomia dei livelli di governo dentro una dimensione nazionale dove la differenze e le specificità non producono separazioni ed egoismo. Nessuno va lasciato indietro”.

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