Sanità, basta metodo

Sanità, basta metodo ‘payback’. Troppo facile chiedere sacrifici ai fornitori

“Non è possibile sostenere l’impianto legislativo del Governo Renzi, proseguito anche dal ‘Governo dei migliori’, che hanno introdotto la gabella medievale del ‘payback’, perché i conti non possono e non devono quadrare aprendo ferite e succhiando sangue a quei fornitori a cui sono stati imposti prezzi e quantità da fornire attraverso gare e contratti che rappresentano obbligazioni tra le parti”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo, componente della commissione Sanità in Senato.
“I conti dei Servizi Sanitari Regionali devono quadrare per efficienza, efficacia ed economicità della spesa sanitaria nel suo complesso. È possibile chiedere un soccorso solidaristico ai fornitori, come ad altri attori, ma solo dopo aver accertato il buon andamento dell’amministrazione sanitaria.
Ad esempio la Puglia, la mia regione, si è caratterizzata negli anni per sperperi, clientele, creazione di poltrone per tesserati di partiti e per candidati non eletti nel consiglio regionale.
Esempi eclatanti del modo di amministrare di Emiliano sono stati l’ospedale ‘Covid in fiera’ , la fabbrica delle mascherine, la DEU agli Ospedali Riuniti di Foggia, gli incarichi a commissari di aziende ospedaliere che ad oggi non esistono ma che percepiscono da oltre un anno stipendi da 10 mila euro al mese solo perché si doveva risolvere un dualismo per la candidatura a sindaco di Taranto.
E non finisce qui, il resto verrà accertato da commissari ministeriali.
Il mio appello dunque – prosegue Zullo –  va ai Ministri della Salute e dell’Economia e Finanze: siamo stati eletti per fare la differenza rispetto a chi ci ha preceduto e dovremo dare esempio di buona amministrazione della cosa pubblica, con la lotta agli sprechi e con il sostegno a chi produce onestamente.
È necessario, quindi, garantire uno Stato che assicuri i servizi pubblici” conclude Zullo.
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