Sanità, mai tante risorse da governo

Sanità, mai tante risorse da governo

“Questo Governo destina risorse nella sanità in misura maggiore rispetto a tutti i Governi precedenti, con ciò smentendo le bugie disoneste della sinistra e dei suoi lacchè. A riprova il Def certifica che dal 2023 al 2027 la spesa sanitaria nazionale aumenterà di oltre 16mld e assurgerà a 147 mld di euro, cifra più alta mai programmata”, lo afferma il senatore di Fratelli d’Italia, Franco Zaffini, presidente della commissione Salute e Lavoro di Palazzo Madama. “A tale cifra si devono aggiungere 15 miliardi dei fondi del Pnrr destinati alla digitalizzazione degli ospedali, all’acquisto di macchinari ad alta specializzazione che dovranno aiutare ad abbattere le odiose liste d’attesa, per fronteggiare la carenza di personale sanitario nelle aziende e negli enti del Servizio sanitario Nazionale ed il ricorso alle esternalizzazioni. Come non bastasse, la legge di bilancio ha stanziato per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 la spesa di 200 milioni di euro per le prestazioni aggiuntive svolte dal personale medico a valere sul livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard. Ma non finisce qui, perché per potenziare l’assistenza territoriale, emersa come ‘anello debole’ del sistema nel periodo pandemico, sono stati stanziati 250 milioni di euro per l’anno 2025 e 350 milioni di euro a decorrere dall’anno 2026 per il reclutamento del personale, dipendente e convenzionato, ha continuato Zaffini – che ha poi concluso: “C’è una grande attenzione da parte di questo Esecutivo sul tema Sanità e si stanno destinando risorse al rinnovo dei contratti pubblici dei Sanitari, impegno per il quale sono stati investiti 2,4 miliardi di euro, anche qui non si può sopportare che chi plaudiva agli stanziamenti di Speranza di qualche centinaio di milioni sul personale oggi la tira ancora sulla ‘necessità di investire sul personale sanitario’, ma voglio sottolineare ancora una volta, che abbiamo ereditato dai precedenti governi una situazione ai limiti del lecito, come gli anni di blocco del turn-over, oggi riusciamo ad invertire la rotta, ma è evidente che chi ci deve aiutare e ammettere gli errori del passato, anche suoi, oggi non può puntare il dito!!”.
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