Sanità, su finanziamento a SSN da sinistra campagna paradossale. Con governo Meloni  11 miliardi rispetto a governo Draghi

Sanità, su finanziamento a SSN da sinistra campagna paradossale. Con governo Meloni +11 miliardi rispetto a governo Draghi


“La campagna della sinistra sul finanziamento del Ssn è molto ben orchestrata ma è paradossale che si addebitino colpe proprio all’attuale Governo, che sta ponendo rimedio a anni di tagli e negligenza. L’attuale opposizione, nel dicembre 2021 votò una legge di bilancio che programmava 128,06 miliardi di spesa sanitaria per il 2024. Ad aprile 2022, il governo Draghi correggeva parzialmente portando la somma a 128,87 miliardi per il 2024 e 129,52 per il 2025 e nessuno protestò. Il governo Meloni ha invece stanziato 134,02 miliardi per il 2024 e 135,39 per il 2025. Un aumento, dunque, di 5,15 miliardi per l’anno corrente e di 5,87 miliardi per l’anno prossimo: in totale oltre 11 miliardi in più. Sarebbe stato desiderabile fare ancora di più, ma la zavorra del superbonus, che pesa almeno 20 miliardi all’anno, non l’ha permesso. Se l’attuale livello di finanziamento – come dicono alcuni – mette in pericolo il Ssn, che sarebbe successo senza quegli 11 miliardi in meno? E non si parli di inflazione, perché quando fu votato il DEF con quegli 11 miliardi in meno, l’aumento dell’indice dei prezzi era al 5,8% annuo contro lo 0,8% attuale. Grazie a questo le somme stanziate pesano assai di più.  Anche sulla grave carenza di medici, per anni si sono fatte solo chiacchiere, mentre ora al Senato va avanti il disegno di legge per superare il numero chiuso per le facoltà di medicina, che ha tenuto tanti giovani lontani dalla professione per la quale di sentivano portati e creando vuoti nelle corsie degli ospedali. Il cambiamento avverrà già con il prossimo anno accademico. Insomma, chi ha questi precedenti alle spalle o su questi ha taciuto non ha davvero titolo per criticare il governo Meloni che sta ponendo rimedio a carenze del passato”.Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.

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