«Se c`è un esecutivo deve battere un colpo. Ora misure urgenti, questo mese non passi senza fare nulla»

«Se c`è un esecutivo deve battere un colpo. Ora misure urgenti, questo mese non passi senza fare nulla»

(intervista a Il Giornale di Fabrizio De Feo)

L’emergenza bollette morde in maniera sempre più dolorosa il sistema produttivo italiano e le associazioni di categoria invocano un intervento immediato. Il governo Draghi si trova così in una situazione complessa: è costretto ad agire non avendo più un mandato politico forte. L’esecutivo chiamato al disbrigo degli affari correnti si trova, insomma, a fare i conti con affari impellenti. E se alcuni ministri, come ad esempio Mara Carfagna pur dicendosi pronti all’azione rispondono che «solo per spirito di responsabilità non rispondiamo: perché non ci pensate voi post elezioni, che siete così bravi». Fratelli d’Italia con il presidente dei senatori Luca Ciriani chiede all’esecutivo di chiarire la propria posizione.

Presidente Ciriani, come unica forza di opposizione, cosa chiedete all’esecutivo In questo momento di emergenza?

«Abbiamo già fatto sapere che non ostacoleremo in alcun modo l’azione del governo in questa coda di legislatura. Ci sono atti urgenti e importanti da approvare. Non parliamo solo del Pnrr, ma anche del DI Aiuti Bis, della riforma del processo tributario e della riforma della delega fiscale. Abbiamo sempre detto che su questioni importanti e strategiche come il Pnrr avremmo dato SI nostro contributo. Manteniamo a nostro giudizio e siamo pronti ad agire in aula senza frapporre alcun ostacolo. Sappiamo bene che in questo momento particolare servel’unanimità affinchè si possa agire».

Manterrete lo stesso atteggiamento anche sul tema dell’energia?

«Gas e bollette sono altrettanti urgenti, abbiamo però bisogno di capire se la nostra attività emendativa – fatta a costo zero e senza costi aggiuntivi per lo Stato – può essere portata avanti e si ci sono interlocutori governativi disposti ad ascoltarci. Il DI Aiuti da 17 miliardi di euro seppure già chiuso è diventato largamente insufficiente. Per farne un altro bisogna ragionare con le forze parlamentari. II governo batta un colpo e ci faccia capire se, come e quando intende discuterne».

Alcuni esponenti del governo lamentano una sorta di cattiva coscienza e di incoerenza da parte delle forze politiche che hanno fatto cadere Draghi.

«Il governo Draghi è caduto perché è rimasto vittima delle sue contraddizioni interne che erano esplosive, basti pensare che la sua ex maggioranza ora è divisa in quattro tronconi diversi che si confrontano l’uno contro l’altro in campagna elettorale. Il punto è: se c’è un governo a chi dovremmo rivolgerci? Quando ci ha convocato ad agosto siamo stati immediatamente disponibili. Il 6 settembre per la delega fiscale ci saremo. Non possiamo che rivolgerci a lui, non abbiamo altri interlocutori».

Ha l’impressione che il governo in carica voglia trasferire la questione bollette al prossimo esecutivo?

«Se il governo c’è ed è in carica per definire le misure del Pnrr deve esserci anche per la questione bollette. Deve dirci se c’è la possibilità di finanziare un intervento trovando fondi nelle pieghe del bilancio oppure se bisogna ricorrere a uno scostamento che noi preferiremmo evitare».

Per quale motivo?

«Visto lo stato dei conti pubblici riteniamo debba essere visto come una extrema ratio. La nostra posizione è molto prudente, non si può vivere di soli scostamenti. Non possiamo affrontare un ulteriore indebitamento a cuor leggero. Noi possiamo fare le nostre proposte di copertura, deve essere lui a dirci se le ritiene percorribili. Dobbiamo confrontarci sul tetto europeo al prezzo del gas, al quale siamo favorevoli, e sulla possibilità di sganciare il prezzo del gas da quello dell’elettricità. Ma dobbiamo capire il perimetro della discussione, dobbiamo capire se su alcuni interventi ritiene necessario passare la palla a chi verrà dopo di lui».

Avete avuto qualche segnale da parte del governo?

«Ieri c’è stata la riunione della Commissione Finanze in Senato e non mi non mi risulta ci siano stati segnali, indicazioni o aperture. Manca quasi un mese alle elezioni, non può trascorrere inutilmente».

Condividi