Senato, centenario Fiume italiana, ricordare con una targa ultimi due senatori fiumani

Senato, centenario Fiume italiana, ricordare con una targa ultimi due senatori fiumani

“Cento anni fa, il 27 gennaio 1924, Fiume veniva annessa all’Italia. Senza alcun intento rivendicazionista, ritengo opportuno ricordare questa ricorrenza, per tutela della memoria nazionale. Sarebbe, infatti, importante che gli italiani sappiano, comprendano e capiscano i fatti storici che riguardano la nostra patria. Oggi la stragrande maggioranza degli italiani non sa nemmeno dove si trovi Fiume: la chiama Rijeka, traduzione letterale in croato della parola Fiume. Eppure, Fiume, con il nome Tarsatica, era un’antica colonia militare romana dell’epoca di Ottaviano Augusto”. Lo ha dichiarato in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia. Che aggiunge: “Fiume fu corpus separatum nell’Impero austroungarico conservando sempre la sua impronta italiana e vi si parlava l’italiano. Centinaia furono i suoi volontari irredenti nella Grande guerra, a cui seguirono fatti topici come l’impresa dannunziana, la reggenza del Carnaro e infine l’annessione all’Italia – osserva -. Occupata al termine della Seconda guerra mondiale dalla Jugoslavia di Tito, Fiume ebbe 50mila esuli su 55mila abitanti”. “Propongo in questa ricorrenza – conclude Menia – che il Senato ricordi con una targa o con un busto gli ultimi due senatori d’Italia originari di Fiume, Riccardo Gigante e Icilio Bacci, massacrati dai partigiani titini. Sono felice che ieri, al termine di un mio intervento, il presidente del Senato Ignazio La Russa abbia garantito di fronte all’Aula che, nei limiti delle sue competenze, si impegnerà a farlo”.
Condividi