Violenza donne, arma di guerra che vale più dei missili

Violenza donne, arma di guerra che vale più dei missili

“In occasione del convegno ‘La violenza sulle donne come strategia di guerra’, promosso dalla senatrice Susanna Campione (FdI) al Senato, con la partecipazione di Roberta Anati, presidente di Elnet Italia, il senatore Giulio Terzi (FdI) ha ripreso quanto anticipato dalla senatrice Campione in merito ad una proposta di legge “per colpire le violenze sessuali applicando quello che è già un principio della giurisdizione universale che esiste già come elemento fondante e che deve essere esteso a livello internazionale. In questo senso – ha osservato Terzi – assume grande importanza la Convenzione di Lubiana-L’Aja che il 14 febbraio scorso l’Ue ed altri Paesi hanno sottoscritto. Essa riguarda la cooperazione giudiziaria contro il genocidio, i crimini contro l’umanità e i crimini di guerra. È sostenuta complessivamente da 68 Paesi, 32 dei quali hanno già sottoscritto formalmente”. Quella contro le donne – ha proseguito – “è una violenza organizzata, sistematica, diretta da Stati criminali e criminali organizzazioni terroristiche che la impiegano nelle loro sporche guerre di distruzione di intere popolazioni e la loro identità”. In riferimento ai casi affrontati nel convegno, Terzi ha poi detto: “Hamas vuole distruggere lo Stato e l’identità di Israele, la Russia vuole distruggere lo Stato e l’identità dell’Ucraina. Il terrore contro i più vulnerabili, le donne i bambini e gli anziani è divenuto su entrambi i versanti un’arma che vale di più persino dei missili ipersonici e delle armi proibite usate nei teatri di queste sporchissime guerre.”

Venendo agli aspetti del diritto internazionale, Terzi ha ricordato che “gli articoli 7 e 8 dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale (CPI) del 1998 considerano lo stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre forme di violenza sessuale di analoga gravità come crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Dal 2007 esiste la UN Agency Sexual Violence Conflict, che si occupa delle violenze sessuali nei conflitti. Nel 2008 la Risoluzione CdS 1820, adottata all’unanimità, ha chiesto protezione specifica per le donne in contesti di guerra in quanto maggiormente esposte al rischio di subire abusi. Un altro strumento normativo è la Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne. E non è un caso che proprio dal Consiglio d’Europa la Federazione Russa sia stata espulsa nel 2022. Così come dall’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economici). Il regime di Putin si è così guadagnato l’abietta certificazione di paria internazionale”.

In conclusione, Terzi ha sottolineato come l’associazione SetteOttobre abbia rilanciato l’appello ‘Non si può restare in silenzio’ sul femminicidio di massa, e il manifesto di 10 punti per la lotta globale all’antisemitismo lanciato al Jerusalem-Rome summit a novembre al Senato. “L’ultimo Consiglio europeo infine, nelle sue conclusioni, ha deciso di sostenere i tentativi, anche del Core Group, di istituire un tribunale per il perseguimento del reato di aggressione contro l’Ucraina che abbia il più ampio sostegno interregionale e legittimità e un futuro meccanismo di risarcimento”, ha concluso Giulio Terzi.

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